L’Orchestra Nascosta

Collocato nella settecentesca chiesa di San Pietro, edificio di culto tra i più antichi di Trapani, il monumentale organo fu costruito dal palermitano Francesco La Grassa (1802-1868) in ben undici anni. La costruzione ebbe avvio nel 1836, su incarico dell’arciprete Mauro, e si concluse nel 1847. Autodidatta e analfabeta, Francesco La Grassa – che fondò una dinastia di costruttori di organi attiva nell’Ottocento in Sicilia – iniziò la propria carriera come apprendista falegname, interessandosi di meccanica e riproduzione del suono. L’organo della chiesa di San Pietro è il suo capolavoro assoluto.

Se ogni organo è unico, giacché il suono che produce dipende dalla fattura e dall’ambiente per il quale è progettato, l’organo La Grassa è indubbiamente più unico degli altri. Si tratta infatti di uno strumento estremamente complesso, dotato di sette tastiere e ottanta registri che azionano cinquemila canne. Solitamente un organo può essere suonato da un solo esecutore, mentre per sfruttare al massimo le potenzialità dell’organo La Grassa occorrono sei esecutori e dunque dodici mani.

Perciò questo incredibile strumento comunica straordinarie sensazioni musicali, giacché immerge l’ascoltatore in una esperienza visiva e soprattutto sonora che non ha riscontri a livello mondiale.

Francesco La Grassa aveva pensato lo strumento per riprodurre una vastissima gamma di suoni, dagli ottoni agli oboi, dai tamburi ai piatti, dagli archi come violino e violoncello fino alla cornamusa e alla voce umana. Per questa ragione lo si può a pieno titolo definire come un’Orchestra Nascosta: le dodici mani creano molte linee musicali, che fondendosi in verticale si comportano come nell’orchestra.

Il lavoro fu interamente condotto da Francesco La Grassa e dai suoi figli, anche per quanto concerne la decorazione allegorica della facciata. Ogni particolare fu curato dal costruttore, che si occupò della falegnameria, della lavorazione dei metalli e dei legni vari che compongono le canne, nonché di quella delle pelli necessarie per i mantici, della realizzazione dei tasti e dell’accordatura.

Proprio in virtù della sua complessità costruttiva, l’organo richiede una manutenzione continua e approfondita. E soprattutto, per riprendere vita, richiede di essere suonato, come tutti gli strumenti musicali.

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L’ Organo Monumentale “Francesco La Grassa” Chiesa San Pietro di Trapani

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